17 dicembre 2010

Wikileaks, starebbe per divulgare sensazionale documento sugli UFO


Naturalmente la notizia è da prendere con le dovute cautele e per il momento è relegata come interessante curiosità. La notizia è stata ripresa dal sito internet di "Eutimes", il quale dichiara che in queste ore sarebbe circolato al Kremlino un rapporto per il presidente Medvedev, redatto dalla 45esima Divisione del Controllo Spaziale della Russian Space Forces (VKS).Il documento affermerebbe che molto presto il sito di Assange, Wikileaks, divulgherà dei dispacci segreti degli USA i quali affermano con dettagli che gli americani avrebbero "ingaggiato" sin dall'anno 2004 del secolo scorso una "guerra" contro gli UFO nella sua totalità e, in modo particolare, in prossimità dell'Oceano Atlantico e precisamente nell'Oceano del Sud. Secondo questo (per il momento non ufficiale) documento, gli Stati Uniti d'America sarebbero andati al più alto livello di allerta il giorno 10 giugno 2004, dopo che un enorme flotta di UFO sarebbe "improvvisamente emersa" dalle acque dell'Oceano Meridionale e avvicinandosi poi a Guadalajara (Messico), ad appena circa 1.600 chilometri (1.000 miglia) dal confine americano. Prima di raggiungere il confine degli USA, questa massiccia flotta di UFO (come sarebbe riferito nel rapporto) avrebbe fatto ritorno in modo "dimensionale" alla "casa base" sotto l'Oceano Meridionale. Le paure degli americani per queste flotte di UFO dell'Oceano del Sud sarebbe iniziato, rivelerebbe la relazione, durante le manifestazioni (senza precedenti) del giorno 11 luglio 1991, quando durante una eclisse di Sole oggetti misteriosi apparvero a centinaia in quasi tutto il Messico, capitale compresa. Durante gli eventi del 11 luglio 1991, i media americani avrebbero vietato di far guardare alla loro gente gli eventi UFO di quel giorno. Dall'anno 2004, continuerebbe il rapporto, flotte di UFO continuarono ad uscire dalle basi sotto l'Oceano del Sud, con l'ultimo caso che risalirebbe a venerdì scorso (10 dicembre 2010) quando una delle loro flotte fu avvistata in massa in Cile.Il rapporto avvertirebbe che, queste enormi flotte di UFO che emergerebbero dall'Oceano Meridionale causerebbero enormi onde, che sarebbero provocate dalla loro fuoriuscita dalle loro basi sottomarine. Inoltre il "quasi" capovolgimento che ha coinvolto (la settimana scorsa) la nave da crocerà Antartica, la Clelia II, sarebbe stata causata dalle enormi onde generate da questi UFO che provengono da sotto le acque dell'Oceano del Sud. Questa notizia se fosse confermata sarebbe qualcosa di eccezionale, per il momento rimane relegata in quelle di voci (più o meno incontrollate) che provengono dalla rete internet.

Un asteroide con la coda: la caccia è aperta!

Un asteroide della fascia principale è stato visto circondato da una nuvoletta di polvere o qualcosa del genere. Le possibilità di spiegazione sono solo due ed entrambe sorprendenti. Gli astrofili più agguerriti hanno pane per i loro denti.
596 Scheila è un oggetto di medio-larghe dimensioni della fascia principale degli asteroidi con i suoi 113 km di diametro. La sua orbita abbastanza eccentrica lo porta al perielio fino a 2.44 UA dal Sole e all’afelio fino a 3.41 UA. Un tipico oggetto scuro della fascia esterna. Tutto normale? Ebbene no. Recenti immagini riprese sia da professionisti che da amatori hanno mostrato una strana struttura a spirale attorno a lui. Nitide immagini sono state ottenute nel Nuovo Messico con un telescopio da 25 cm e con uno da 50. La seconda è frutto del lavoro di Joseph Brimacombe e viene riportata nella figura.




Che cosa può significare quello strano “sbuffo”? Solo due cose: (1) Scheila non è un “vero” asteroide, ma una enorme cometa quiescente che sta dando segni della sua natura interna, mostrando sublimazione del ghiaccio; (2) Scheila è stato impattato da un piccolo compagno e quello che si vede è la nube di polvere sollevata nell’urto. Basterebbe un proiettile di circa un metro per causare ciò che si vede. In entrambi i casi l’oggetto in questione rappresenta un caso interessantissimo ed è estremamente necessario seguire l’evoluzione della nuvoletta col tempo. Cari amici, attrezzati con i giusti telescopi, datevi da fare: c’è bisogno anche del vostro aiuto!
Riporto di seguito le effemeridi giornaliere per una trentina di giorni. Come vedete le magnitudini non sono proibitive (tra la 13 e la 14) e le prime osservazioni ci dicono che forse l’oggetto è anche più luminoso del previsto. Buona fortuna!





13 dicembre 2010

CASO ZANFRETTA: GLI UFO RITORNANO A TORRIGLIA

Torriglia/Uscio - Ricordate il caso di Piero Zanfretta? Era il metronotte di Genova che alla fine degli anni 70, e fino al 1981, dichiarò (e ancora lo conferma) di aver vissuto undici episodi di incontro ravvicinato del terzo e quarto tipo con esseri alieni. Molti testimoni dell'epoca, tra cui diversi colleghi di Zanfretta, nonché numerosi residenti del Comune di Torriglia, teatro di alcuni degli eventi, dichiararono di aver assistito ad avvistamenti di «oggetti volanti molto grossi e luminosi» correlati a presunti rapimenti ad opera degli alieni.
Zanfretta lo andava ripetendo da oltre un anno: “Torneranno – diceva – vedrete che tra poco si faranno rivedere. Ne sono sicuro”. Ebbene, nella cittadina sulle alture genovesi che ha fatto da teatro alle misteriose avventure notturne dell’ex metronotte gli Ufo hanno fatto la loro ricomparsa, nella notte tra il 23 e il 24 novembre scorso: strane e sfavillanti luci sono apparse nel cielo di Torriglia. Stazionavano, si muovevano a zig zag, volavano velocissime e silenziosissime, sotto gli occhi attoniti degli abitanti. Le hanno viste in molti, ma nessuno pare voglia parlarne. E si citano anche noti personaggi della zona. Personaggi, però, che non intendono finire nel tritacarne della cronaca, additati come "quelli che vedono gli Ufo". Omertà assoluta. La storia di Zanfretta docet (che risulta a tutt'oggi non verificabile).
I misteriosi oggetti volanti sono stati segnalati anche nel vicino Comune di Uscio, a pochi chilometri da Torriglia. Un testimone, Andrea Dadone, è riuscito nell'impresa di fotografarne uno proprio nella località citata, dove abita, dichiarando: "L'oggetto dalle luci sfavillanti è rimasto a mezz'aria per un quarto d'ora, fermo. Aveva più luci di una stella, due azzurre ai lati ed una rossa al centro. Era statico e pulsante con colori che variavano dall’azzurro al rosso, all’arancione".






L’apparizione è durata circa dieci minuti, dopodiché l’UFO, così come era apparso, è scomparso velocemente alla vista dei testimoni. Tra questi c’era anche il padre di Dadone, che per diversi anni ha lavorato nell’aeroporto “Cristoforo Colombo” di Genova. In un primo tempo,
l’uomo ha cercato di giustificare il tutto citando il volo di "aerei". 
Ma, dopo aver assistito personalmente alla strane acrobazie dell’oggetto che volteggiava sopra casa sua, ha dovuto ammettere che "quella luce non apparteneva ad alcun aereo, ma a qualcos'altro". E, su questo, padre e figlio non hanno dubbi. Come spesso succede, la notizia è stata regolarmente snobbata dai quotidiani liguri. L’unico giornale a riportarla è stato il settimanale "Il Nuovo Levante".
Dadone ha consegnato agli esperti, il giorno successivo all'avvistamento, il materiale fotografico, «seppur non di eccellente qualità - ammette - poiché non sono un fotografo professionista».
L'interesse degli ufologi è confermato: sia il Centro Ufologico di Genova quanto quello di Benevento studiano gli avvistamenti degli oggetti volanti che hanno solcato il cielo del Levante. Considerata la data degli avvistamenti, siamo certi che la profezia del 24 novembre 2010 vada completamente bollata come bufala?

Pasquale Gallano


Nota :durante la sua visita in Sicilia l'11 Febbraio 2009,Zanfretta aveva accennato il ritorno degli ufo a Torriglia. Un altro punto a favore di Zanfretta!!!



Salvatore Giusa con Piero Zanfretta ,a Riposto CT l’11 Febbraio 2009,durante l’incontro con i giornalisti.



10 dicembre 2010

Le bolle della Via Lattea

Quello che si è visto ha dell’incredibile, soprattutto perché del tutto inaspettato. Due “bolle” gigantesche che emettono raggi gamma sono situate in entrambi i lati della nostra galassia e si estendono ciascuna per 25000 anni luce. La struttura copre circa metà del cielo visibile, dalla costellazione della Vergine fino a quella della Gru e potrebbe essere vecchia di milioni di anni. 
Non è facile dire cos’è. Per ora solo ipotesi. Innanzitutto, teniamo presente che i raggi gamma sono le emissioni più energetiche che esistono in Natura. Tuttavia, le due bolle non si erano mai viste prima a causa di una specie di “nebbia” gamma che pervade tutto lo Spazio. E’ stato necessario eliminare questo velo con modelli molto accurati per poter scorgere cosa stavano nascondendo. La nuova struttura è più energetica di tutte le altre sorgenti più o meno diffuse e sembra caratterizzata da bordi ben definiti. Ciò fa pensare che sia stata creata durante un emissione rapida di raggi gamma. 
Al momento, l’ipotesi più plausibile farebbe pensare a due getti di particelle innescati da materiale in caduta libera verso il buco nero centrale supermassiccio. Oggi non si nota nessuna attività del genere nel cuore della Via Lattea, ma potrebbe esserci stata nel passato. Alternativamente, le bolle potrebbero essere nate durante la formazione di molti ammassi stellari nel centro della galassia molti milioni di anni fa. La nascita stellare causa, infatti, fenomeni simili anche su scala gigantesca, come si è notato in altre galassie. Ulteriori ricerche hanno mostrato che in corrispondenza delle bolle sembra esistere anche un eccesso di segnali radio e di raggi X.
Uno schema della nostra galassia con le due gigantesche bolle, individuate dal telescopio spaziale Fermi.
Per ottenere il risultato schematizzato nella figura precedente, si sono dovuti effettuare diversi procedimenti di “pulitura” e di “contrasto”. Prima, i dati sono stati “smussati” per eliminare le sorgenti più piccole di due gradi. Poi si è effettuato un primo aumento di contrasto. In seguito, si sono oscurate le sorgenti più luminose come le pulsar e le galassie lontane. Quindi è stato applicato il modello che ha eliminato la “nebbia” gamma. Infine si è nuovamente aumentato il contrato.

9 dicembre 2010

Da oggi lo spazio è colonizzato di privati

Agenzie spaziali europee, russe o americane? No grazie. Una compagnia privata ha effettuato ieri il primo lancio di un vettore spaziale diretto alla volta celeste, che ha compiuto per due volte il giro del globo. Partita da Cape Canaveral, in Florida, la navetta è atterrata nell'Oceano Pacifico, e rappresenta il primo viaggio spaziale di una compagnia privata, la SpaceX, il cui magnate è il sudafricano Elon Musk, patron di PayPal.

Il nome della navicella è Dragon, e per l'occasione ha viaggiato senza alcun passeggero, ma in futuro potrà ospitare fino a sei persone che vorranno visitare lo spazio, almeno fino alla stazione spaziale internazionale (ISS). Già nel 2008 è stato siglato un accordo tra la compagnia e la NASA per ospitare sulla stazione ben 12 voli annuali, al prezzo di oltre 1,6 miliardi di dollari.

Entro la prossima estate saranno effettuati altri due lanci, ma questo primo esperimento rappresenta non solo una pietra miliare dell'imprenditoria privata nella conquista dello spazio, ma anche qualcosa di molto più grande: il presidente americano Barack Obama si augura infatti che questi lanci finanziati da compagnie private possano aiutare ad effettuare i rifornimenti alla ISS che per gli Shuttles della NASA sono molto costosi.



6 dicembre 2010

Vaticano extraterrestre...


Che esistono altri mondi nell'universo è ipotesi accettata dagli astronomi pontifici. Ma se mentre leggiamo l' Osservatore romano un nostro fratello extraterrestre, che magari respira arsenico anzichè‚ ossigeno, si stesse ponendo le stesse domande? Perché non chiederselo, visto che ''l' astrofisica è una scienza che riserva sempre sorprese?''. Parola di astronomo e di gesuita: lo pensa e lo spiega il direttore della Specola vaticana, padre Josè Gabriele Funes, gesuita argentino, 47 anni, dal 2006 capo degli astronomi del Papa nella sede storica nel Palazzo apostolico di Castel Gandolfo. L'editoriale di padre Funes, nelle prime pagine dell'Osservatore romano, è intitolato ''Se qualcuno respira arsenico'', ed è dedicato alle due recenti scoperte in astrofisica, le ''nane rosse'' di cui ha dato conto ''Nature'', e il batterio capace di vivere attraverso l'arsenico, pubblicata su Science. E il gesuita-astronomo si interroga su altri mondi possibili e si chiede che tipo di esseri viventi dobbiamo cercare. Dalle nuove scoperte, commenta, indubbiamente verrà un allargamento dei ''nostri orizzonti concettuali''. Verranno domande sui pianeti e le galassie e su cosa sia un essere vivente. Ma se cerchiamo nuove forme di vita, ''dobbiamo almeno sapere cosa cercare, cioè definire cosa è un essere vivente'', quindi si allargheranno ''i nostri orizzonti concettuali''. ''E chissà se, - è la conclusione - in una lontanissima galassia ellittica, qualcuno che abita su una 'super terra' orbitante intorno a una 'nana rossa' e respira arsenico, in questo momento si sta facendo le stesse domande''. Padre Funes, che da buon gesuita spazia senza problemi dalla astrofisica alla teologia, nel 2008 ha affrontato proprio con l'Osservatore romano una serie di questioni sulla ipotesi di esseri viventi extraterrestri: sarebbero compatibili con la fede in Dio e non è detto che dovrebbero aver bisogno della redenzione. E un anche se molti scienziati fanno professione di ateismo, non è vero che l'astronomia favorisce una visione atea: una trentina di crateri della luna portano i nomi di antichi astronomi gesuiti, un asteroide del sistema solare e' stato intitolato al suo predecessore alla Specola, padre George Coyne. Padre Funes dunque non è impreparato a dialogare con il fratello che respira arsenico, per vedere se anche lui si pone gli stessi quesiti.
''L'astrofisica - commenta Funes, che è direttore della Specola vaticana – è una scienza che riserva sempre sorprese. La ricerca esige uno sforzo quotidiano, spesso nascosto, ma non di rado viene premiata con risultati significativi''. Quindi l'astronomo pontificio da' conto delle scoperte di questi giorni. Le ''nane rosse'' portano con sé l'ipotesi che ci siano altre galassie e altri pianeti. ''La comprensione della formazione di altri sistemi stellari - commenta Funes - ci aiuterà a capire meglio la formazione del nostro. E forse ci consentirà di arrivare a un modello che permetta di spiegare in un modo universale la formazione dei pianeti che orbitano intorno ad altre stelle''. Ma lo studio di pianeti extrasolari con atmosfera ''ripropone la domanda sulla possibilità di vita nell'universo''. E qui entra in gioco la seconda scoperta, quella del ''primo microrganismo conosciuto capace di crescere e riprodursi utilizzando una sostanza tossica come l'arsenico''. Questo essere vivente sostituisce l'arsenico al fosforo nei componenti delle cellule. In poche parole, è un microbo che respira arsenico. 'E’ evidente - rimarca l'astronomo vaticano - che se cerchiamo forme di vita nell'universo, dobbiamo almeno sapere cosa cercare: cioè definire che cosa è un essere vivente. Questa nuova scoperta sicuramente contribuirà ad allargare i nostri orizzonti concettuali in materia''. ''E chissà se, - è la conclusione - in una lontanissima galassia ellittica, qualcuno che abita su una super terra orbitante intorno a una nana rossa e respira arsenico, in questo momento si sta facendo le stesse domande''. 



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