5 gennaio 2011

"Strani" avvistamenti nel cielo di Siracusa per una giovane coppia: ufo o cosa?

Lo spettacolare "incontro" sull'A18 nei pressi di Avola


Avola – La presenza degli Ufo sulla Terra è stata da sempre oggetto di studio dagli appassionati, ricercatori e studiosi del settore. Ciò che però in queste sere ha attirato l’attenzione di una giovane coppia di Siracusa ha qualcosa di “sorprendente”. Oggetti non identificati o semplici corpi celesti? Questo il dubbio di questa giovane coppia siracusana, che nella notte tra domenica e lunedì scorsi, ed anche ieri, ha avvistato sull’autostrada A18 in direzione della città aretusea, nei pressi di Avola, degli strani corpi luminosi muoversi in cielo.
La loro attenzione è stata attirata dal movimento strano, a zig zag e circolare, di questi corpi luminosi che cambiavano anche colore. In un primo momento ad essere notato è stato un solo oggetto, successivamente più corpi hanno iniziato a roteare nel cielo stellato.
Il fatto è, da quanto riferiscono, che non si è trattato di una semplice illusione, essendo rimasti per ben 90 minuti ad ammirare lo spettacolare movimento di quei corpi, definiti, “celesti” che, con il passare dei minuti continuavano a moltiplicarsi.
La coppia, naturalmente, ha segnalato l’avvistamento al Centro Ufologico Siciliano che da qualche mese ha aperto una sede anche in provincia, nella speranza che magari qualcun'altro in città abbia avvistato quello strano fenomeno o quanto meno sappiano spiegarne la natura.

24 dicembre 2010

Il caso di Thomas Mantell

Di Salvatore Giusa

Questo fu uno dei casi più clamorosi e importanti dell’ intera ufologia mondiale. A quell’epoca la stampa per diversi mesi parlo attivamente del primo incidente aereo con a bordo il capitano Thomas Mantell,mentre inseguiva un UFO. Passando alla storia come il “caso Mantell”. E stato un caso interresante per la durata della vicenda e per il numero elevato di testimoni. Si conta di migliaia di cittadini,più il personale militare della base di Godman,USA. Ecco cosa accadde:il 7 Gennaio 1948,un UFO- oggetto volante non identificato,fu avvistato nel cielo della città di Madisonville,nel Kentucky,da centinaia di cittadini. Alle 13.30,alla polizia di stato arrivarono decine di telefonate mettendo in allarme anche gli sceriffi locali. La stima che diete la polizia dell’oggetto volante non identificato fu del diametro di 70 metri!Mezzora più tardi l’UFO fece la sua comparsa proprio sopra la base aerea di Godman, poco lontano da Fort Knox; mentre il Disco , ora immobile, si dondolava leggermente, cambiando alternativamente colore, passando dal bianco al rosso e viceversa
In quel momento il Col. Hics, Comandante della Base, ordinò attraverso la radio della "torre" di controllo l'immediata intercettazione dell'"Intruso" a tre piloti da caccia che in quel momento erano in volo con i loro aerei, tre P-51 "Mustang". non lontano dall'Aeroporto, in normale volo di addestramento.

La pattuglia era comandata dal Cap. pilota Thomas Mantell, asso dell'aviazione americana, con più di 5000 ore di volo all'attivo. Dopo pochi minuti, la formazione dei caccia entrò in "contatto" con l'Oggetto ed iniziò l'inseguimento...In quel preciso istante l’ufo iniziò a salire. Mantell via radio comunicò alla "torre", che avrebbe tentato da solo l'inseguimento, poiché egli era provvisto di maschera d'ossigeno, contrariamente agli altri due. Sarebbe salito fino a 20.000 piedi, poi avrebbe rinunciato. Intanto cominciava ad annuvolarsi, così gli altri due piloti osservavano la salita del loro capo pattuglia tra uno squarcio di nubi e l'altro.
Sembrava che Mantell ce l'avesse quasi fatta a raggiungere quell'UFO, infatti comunicò, molto agitato alla "torre": "sono entrato in contatto con l'Oggetto...! E' proprio sopra di me... Cercherò di avvicinarmi ancora un po’ per vedere meglio di cosa si tratta... Ecco, ce l'ho di fronte...! Sembra...metallico...ma...è gigantesco! ...Aspettate.. mi sembra di vedere degli oblò... sì! Mio Dio... Vedo muoversi qualcuno là dentro....!"Furono le sue ultime parole...I due piloti che volavano più in basso tra le nuvole, mentre chiamavano concitatamente il Capitano Mantell ,insieme al personale della "torre" di controllo, 
videro sbucare tra le nubi l’UFO che prese a salire vertiginosamente verso l'alto...


Le nubi impedirono di vedere cosa fosse successo all'aereo di Mantell.
Frattanto, il Col. Hics, in compagnia del Ten.Col. Wood Garrison ed altri ufficiali, fecero appena in tempo ad osservare con i binocoli in loro dotazione, il Disco sparire nel cielo...Invano l'addetto alla "torre" cercava di ristabilire un qualsiasi contatto radio con Mantell. Così, dopo alcuni tentativi, fu allertata la squadra d'emergenza di soccorso. Più tardi, si dice, fu ritrovato il corpo del pilota poco lontano dai resti dell'aereo, a circa 145 Km di distanza dalla base. Nessuno vide il corpo del pilota, ne i resti dell'aereo; un cordone di agenti del campo militare circondò il luogo del disastro, senza permettere ad alcuno di avvicinarsi, compresi i molti giornalisti accorsi sul luogo. La salma del pilota non fu mai restituita ai familiari, che in seguito denunciarono l'Aeronautica Militare, ma senza risultato...
( Circolarono ,parecchi anni dopo alcune foto dell'aereo che mostrava, di quel che rimase, strani puntini equidistanti, a centinaia, ed altrettanti, sembra, sul corpo del pilota )Per cercare di ridimensionare l'accaduto, poiché il pubblico ne rimase sconvolto, e per lo strano comportamento assunto dall'Aviazione Americana, in quel caso, le Forze Aeree, tramite un '"obbligata" conferenza stampa, dissero che: "il Cap. Thomas Mantell era perito in servizio a causa di un incidente aereo dovuto all'errata interpretazione del Pianeta Venere,”ASSURDO” scambiato per un "Oggetto Misterioso"...


In quel periodo dell'anno Venere non era nemmeno visibile!Un pilota esperto che insegue un pianeta, in pieno giorno!Anzi, ordinato da terra ad inseguire Venere!
Ma c'è una cosa che diede fastidio ai Servizi Segreti : subito dopo l'incidente, nello stupore dell'accaduto, l’ufficiale più alto di grado della Base descrisse ai giornalisti la verità di ciò che dalla "torre" aveva visto e disse che"...l'Oggetto aveva la forma di un "ombrello" dalle dimensioni apparenti , visto da terra, di circa metà del disco lunare.
Il suo colore era di un bianco metallico con una specie di striscia rossa che sembrava roteare..."Sicuramente fu l'unica dichiarazione in pubblico del Col. Hichs...
Così, iniziò da quel momento la "stagione delle spiegazioni-copertura" !
L'Aeronautica si sentiva in forte imbarazzo per il fatto che Macchine Volanti Sconosciute sorvolassero il territorio nazionale! Mentre gli scienziati sostenevano che non era loro compito indagare se aerei sconosciuti penetravano lo spazio aereo, ed i militari non erano in grado d'intercettarli!L'ipotesi comunemente accettata ( o quasi ) è che probabilmente, Mantell, essendosi avvicinato troppo al Disco, sia andato ad interferire con l'elevatissimo campo elettromagnetico di cui sembra siano avvolte simili Astronavi; detto campo magnetico, oltre che proteggerli, è quello che permette all'astronave di muoversi nello Spazio, evitando lo "scontro", nei cieli dei Pianeti, con le varie molecole dell'atmosfera; da lì, la mancanza del "bang" supersonico dovuto ai nostri mezzi aerei che, contrariamente, devono infrangere dette molecole; quindi, similmente al fulmine, producono il caratteristico boato di deflagrazione. Comunque,il caso di Thomas Mantell,rimane ancora oggi un mistero ,e indiscutibile pensare che il capitano seguisse il pianeta Venere,si tratto assolutamente di un vero “DISCO”,confermato da centinaia di cittadini,che sicuramente non sono passati in silenzio.



UFO: declassificati documenti militari in Nuova Zelanda

In Nuova Zelanda sono ora disponibili i file, compilati dalle autorità militari, in materia di avvistamenti degli Ufo. I documenti, si legge sul sito della Bbc, abbracciano un periodo che va dal 1954 al 2009 e includono immagini di dischi volanti e presunti esempi di scrittura aliena. I file rilasciati dalle autorità militari e ora messi a disposizione di chi voglia consultarli contengono anche dettagli sui più famosi avvistamenti alieni, come le strane luci che vennero filmate in prossimità di Kaikoura nel 1978. 
Un rapporto ufficiale, diramato all'epoca, sostenne che il fenomeno poteva essere spiegato con cause naturali, come nuvole riflesse dalle navi o un'inusuale osservazione del pianeta Venere (vedi immagine in apertura articolo). I documenti sono stati resi disponibili sulla base delle leggi in tema di libertà di stampa. Tutti gli originali dei file, in tutto circa duemila pagine, saranno custoditi presso l'archivio nazionale. 
Leggendo le pagine dei documenti declassificati, ci sono testimonianze di vario genere che vanno da "extraterrestri con la maschera di un faraone" fino ad arrivare alla "scrittura" dei marziani.






19 dicembre 2010

"Sono il numero quattro", la fuga disperata di un adolescente alieno

Tre sono morti, rimane il quarto. Il protagonista di Sono il numero quattro,è un fuga da tutto. Perché dietro l'apparenza di ragazzino sperduto, John Smith di normale non ha niente. E nemmeno di umano. Ma ora vuole solo una cosa, sopravvivere. E' così che comincia il nuovo film di Daniel J. Caruso, che torna alla regia dopo Disturbia, con il quale rileggeva gli stilemi del thriller hitchcockiano. Il film uscirà il 18 febbraio 2011.
Un adolescente molto speciale - In Sono il numero quattro il giovane John Smith (interpretato da Alex Pettyfer) ha visto morire i suoi simili e tenta di scappare da un nemico che lo insegue da molto prima del suo arrivo sulla Terra. Unico amico rimastogli vicino è il suo "tutore" Henry (Timothy Olyphant) che tenta di proteggerlo mentre i due cambiano identità e scappano da una località all'altra degli Stati Uniti. Finché accade l'impensabile.


L'incontro - Dopo essere approdato in una cittadina dell’Ohio, John vivrà esperienze impreviste, che gli cambiano la vita. Ritrova il suo primo amore (interpretato dall'attrice Dianna Agron), scopre di possedere capacità particolari e conosce altre persone che condividono il suo incredibile destino. Non è solo, ma ha poco tempo per sconfiggere il nemico che gli da la caccia. 


RICEVIAMO e PUBBLICHIAMO

Un fenomeno strano apparso nel paese di Mascali in provincia di Catania il 18 Dicembre 2010. Alcune persone notano in cielo delle strane nuvole che assomigliano alla Madonna,con Gesù bambino in braccio. I testimoni corrono in casa a prendere la macchina fotografica per scattare delle foto. A voi cosa assomiglia???


17 dicembre 2010

Un vulcano di ghiaccio su Titano?

Ha tutto l’aspetto del classico vulcano, con la forma a cono e un cratere al centro e, se le apparenze non ingannano, potrebbe esserlo davvero: si tratta di una conformazione rocciosa individuata su Titano, la maggiore delle lune di Saturno, grazie ai due strumenti a principale contributo italiano a bordo della sonda Cassini.
Sotra Facula, questo il nome della conformazione rocciosa, è stato paragonato al nostro Etna. Solo che non emetterebbe lava, ma ghiaccio.
“Se così fosse, dal punto di vista morfologico questo vulcano potrebbe avere una camera magmatica”, commenta Angioletta Coradini, dell’INAF-IFSI di Roma. Le condizioni su Titano, tuttavia, sono così diverse da quelle presenti sulla Terra che è prematuro parlare di questo genere di analogie. Analogie che in ogni caso si fermerebbero all’aspetto e alla struttura. “La differenza sostanziale rispetto ai vulcani terrestri”, continua Coradini , “è che questi ultimi si basano sul silicio e quindi le temperature alle quali le lave vengono emesse sono completamente diverse”. 

Ci possono quindi essere aspetti in comune dal punto di vista della forma e della struttura, non certo da quello della sostanza del materiale emesso durante un’eruzione. Se i vulcani terrestri che prendiamo come termine di paragone espellono roccia fusa sotto forma di lava incandescente, la loro controparte titanica erutterebbe invece ghiaccio fuso. Ecco perché si parla di criovulcanismo. “Il criovulcanismo è un fenomeno che abbiamo cominciato ad aspettarci di osservare su Titano fin dall’arrivo della Cassini”, spiega Enrico Flamini, program manager per la partecipazione italiana alla missione Cassini dell’ASI. “Titano è un po’ un mondo alla rovescia: l’acqua ghiacciata si comporta come la roccia sulla Terra.”


Alcuni ricercatori, alla NASA, sostengono che in realtà Sotra Facula non sia affatto un vulcano, ma una semplice conformazione rocciosa che ne ricorda l’aspetto. Per Angioletta Coradini, invece, “il punto non è capire se si tratti o meno di un edificio vulcanico, ma capire se si tratti effettivamente di criovulcanismo. Potrebbe essere un altro tipo di attività vulcanica, in cui non è coinvolta l’acqua ma altri fluidi. Dal punto di vista termodinamico, a meno che non ci siano molti elementi volatili, è molto difficile far risalire l’acqua, perché nelle condizioni di Titano è improbabile che essa raggiunga temperature sufficienti per comportarsi come un magma.”

La scoperta è stata fatta grazie alle immagini della sonda Cassini e a un po’ di fortuna. Il team di ricercatori che ha annunciato il risultato, infatti, stava combinando immagini multiple di una stessa area per ottenere una mappatura 3D: fortunatamente Sotra si trovava proprio in una delle zone di cui si sono ottenute immagini doppie. Ed è stato grazie all’opportunità di analizzarne tridimensionalmente la forma e la struttura che sono state notate le caratteristiche tipiche di un vulcano.

Titano, per le sue dimensioni, può essere paragonato a Mercurio, ma al contrario del piccolo pianeta, possiede un’atmosfera che è anche più spessa di quella della Terra: a causa di questo guscio gassoso non è facile, nemmeno per la Cassini, riuscire ad osservare i dettagli della superficie. Nonostante queste difficoltà intrinseche, la sonda è riuscita anche stavolta a raccogliere dati eccellenti che portano a un susseguirsi di nuove scoperte. “Abbiamo progettato Cassini come una macchina complessa che potesse rispondere per molti anni agli interrogativi che erano sorti subito dopo le missioni Voyager”, conclude Flamini. “Ci siamo riusciti in pieno, anzi, ad oggi cominciamo anche ad eccedere le aspettative. Il fatto è che le scoperte sono tante come pure i risultati: merito dell’enorme qualità della missione e degli scienziati che lavorano sulla sua strumentazione.”


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