8 luglio 2014

UN GRUPPO DI ESPLORATORI HA TROVATO UNA PERDUTA 'CITTÀ DEI GIGANTI' IN ECUADOR?


Circa un anno fa, una squadra di esploratori e ricercatori ha scoperto quello che sembra essere un antico complesso di piramidi in una zona remota della giungla amazzonica dell'Ecuador. Bruce Fenton, autore e ricercatore, ha divulgato i risultati delle sue analisi preliminari, secondo le quali il complesso potrebbe essere un'antica città perduta di Giganti.Nella primavera del 2012, il team di Fenton si è imbattuto in uno sconosciuto complesso megalitico situato in una zona notevolmente inaccessibile dell'Amazzonia ecuadoriana. Dalle prime osservazioni, il team ha subito intravisto nelle misteriose rovine la familiare sagoma a forma di piramide. Il sito, infatti, presenta una struttura molto grande di tipo megalitico, con dimensioni della base pari a circa 80 metri per lato, con un altezza di circa 80 metri e con pareti molto inclinate.La struttura è costituita da grandi blocchi di pietra tagliati in maniera irregolare, con un peso stimato di due tonnellate ciascuno. Le pareti dell'edificio risultano essere realizzate con l'utilizzo di centinaia di tali blocchi. La parte superiore sembra essere una zona pianeggiante, forse una piattaforma utilizzata dai sacerdoti per le cerimonie sacre. Inoltre, nella zona circostante sono stati ritrovati moltissimi manufatti di pietra e di ceramica. Molti di questi strumenti sembrano essere stati realizzati per l'estrazione e la raffinazione di un qualche tipo di minerale metallico. Lo stile degli edifici e degli oggetti trovati suggerisce che appartengano ad una ignota cultura pre-Inca. Ciò che stupisce sono le dimensioni decisamente grandi degli utensili, difficilmente utilizzabili da esseri umani di dimensioni normali. Questo ha suscitato il sospetto nei ricercatori di trovarsi davanti ad una delle leggendarie città perdute dei giganti ben note nelle leggende locali ecuadoriane. Le cronache del secolo scorso riportano la scoperta di numerose 'ossa umane giganti' rinvenute nelle grotte circostanti l'area e in altre parti dell'Ecuador. Si tratta di un luogo che genera molta paura tra i membri delle odierne tribù della giungla, in quanto ritengono che sia protetto da 'spiriti guardiani', esseri che non sono di questo mondo. I locali raccontano di molti esploratori avventuratisi nella giungla adiacente a questa zona senza fare più ritorno. Certamente si tratta di una zona molto pericolosa anche per gli esploratori più esperti, molti dei quali sono scomparsi mentre davano la caccia ad antiche città perdute o a fantomatici immensi tesori nascosti. La squadra ha scoperto diverse grandi colline vicino alla struttura, tutte delle stesse dimensioni. È possibile che ciascuno di questi promontori sia una piramide ancora da identificare. Se l'ipotesi venisse confermata, il sito si configurerebbe come una 'città' di piramidi, con dimensioni molto più significative della singola struttura.Durante le indagini, una porzione di suolo è stato rimosso dal lato della grande collina, rivelando ciò che sembrano enormi blocchi di pietra tagliati con precisione. La superficie è alquanto levigata, tuttavia con i segni dell'erosione provocata dagli agenti atmosferici e dal terreno che li ricopre. Questo fa supporre che se le strutture sono state realizzate artificialmente, devono essere anche molto antiche, molti più antiche di altre strutture note in Ecuador. Sebbene ad occhi poco allenati la parere della struttura possa sembrare altamente caotica e posizionate a caso, la collocazione delle rocce è molto simile alla configurazione registrata in altri siti antichi mesoamericani, come ad esempio nel forte di Sacsayhuamán, una struttura tradizionalmente attribuita agli Inca, ma che per loro stessa ammissione fu realizzato da una popolo antico che aveva la capacità di ammorbidire le rocce. [Leggi: Gli antichi peruviani sapevano ammorbidire la roccia? Il mistero di Sacsayhuamán] Tuttavia, a differenza del sito peruviano, nel quale non è stato utilizzato nessun tipo di malta, tra le rocce ecuadoriane sembra esserci un materiale legante tipo cemento, anche se alcuni hanno ipotizzato che possa essere un qualche tipo di sostanza vetrificata, come se le pietre fossero state sciolte in quel punto perché si incollassero. Esempi del genere sono stati riscontrati in altri siti dell'America Latina.
La scoperta di questo complesso, se verrà confermata la sua origine artificiale, potrebbe essere l'ennesima prova tangibile del fatto che il nostro pianeta, in un tempo remoto, abbia ospitato una razza di esseri giganti. Nel video caricato sul sito di Fenton è possibile vedere le suggestive immagini del ritrovamento nella giungla amazzonica dell'Ecuador.Fenton è convinto che la struttura sia stata realizzata da uomini del passato. Resta da vedere quanto sia grande la zona interessata dalle strutture. La deduzione che fa il ricercatore è che possano esistere altri complessi 'urbani' della stessa civiltà sepolti nella giungla. Tuttavia sono necessarie ulteriori indagini per stabilire i fatti. Un team internazionale di esperti si sta già attivando per una nuova spedizione sul sito, al fine di realizzare una mappa precisa delle strutture e per realizzare un documentario per divulgare le caratteristiche sorprendenti di questo intrigante ritrovamento. Anche il governo ecuadoriano pare si stia attrezzando per organizzare delle indagini approfondite. Il sospetto è che il sito possa essere l'ultima testimonianza di un contatto dei nostri antenati con gli Antichi Astronauti.

7 luglio 2014

Eccezionali strutture megalitiche scoperte in Russia


Eccezionali strutture megalitiche sono state scoperte recentemente in Russia, storia umana da riscrivere? Sul Monte Shoria nel sud della Siberia, alcuni ricercatori hanno trovato un muro di dimensioni “ciclopiche” formato da pietre di granito. Si stima che alcune di queste gigantesche pietre di granito possano pesare più di 3.000 tonnellate. Sembrerebbe esclusa la l’ipotesi che si tratti di formazioni naturali, si tratta infatti di enormi blocchi tagliati “con superfici piane, angoli retti e spigoli vivi. Nulla di questa portata è mai stato scoperto prima. Il più grande blocco di pietra mai trovato si trova presso le rovine megalitiche a Baalbek, in Libano, ed è inferiore alle 1.500 tonnellate. Come è possibile che qualcuno possa aver tagliato pietre di granito pesanti più di 3.000 tonnellate con tanta precisione, come è stato possibile il loro trasporto fino al lato di una montagna e formare una pila di pietre alta 40 metri? Secondo la versione comunemente accettata della storia, sarebbe impossibile per degli esseri umani antichi, con tecnologie molto limitate, realizzare una cosa simile. E’ possibile che la storia umana sia molto più intricata e complessa di quanto creduto fino ad ora? Quando sosteniamo che questa nuova scoperta è eccezionale, non stiamo scherzando. In effetti, la prima spedizione a studiare queste pietre risale a solo pochi mesi fa. Prima di questa spedizione, non c’erano fotografie note di queste pietre megalitiche. L’archeologo John Jensen è disorientato da queste antiche rovine. I super megaliti sono stati trovati e fotografati per la prima volta da Georgy Sidorov durante una recente spedizione nelle montagne della Siberia meridionale. Le seguenti immagini sono tratte dal sito russo di Valery Uvarov. L’unica cosa certa è che questi megaliti sono molto più grandi (fino a 2-3 volte di più) rispetto ai grandi megaliti conosciuti a livello mondiale. (Esempio: La Donna Incinta- Pietra di Baalbek, in Libano, pesa circa 1.260 ton). Alcuni di questi megaliti potrebbro facilmente pesare verso tra le 3.000 alle 4.000 tonnellate. E’ stato inoltre riferito che le bussole dei geologi si comportavano in modo molto strano, per un qualche motivo sconosciuto gli aghi erano influenzati dai megaliti. Che cosa potrebbe significare? Tutto ciò che era chiaro era che si sono imbattuti in un fenomeno inspiegabile del campo geomagnetico negativo. Questo potrebbe essere un residuo di tecnologie antiche? Al momento non vi è alcuna certezza ne sull’anno presunto di costruzione ne sull’eventuale significato mistico od altro relativo alla loro costruzione. Certamente sono molto antiche, potrebbero risalire ad oltre 10.000 anni fa. Queste rovine megalitiche sono innegabili vestigia di antiche civiltà altamente avanzate? Chi era questo popolo, e che fine ha fatto? Potrebbe essere possibile che sia stato spazzato via da un enorme cataclisma globale, come un diluvio universale? Non resta che attendere ulteriori spedizioni e ricerche che possano chiarire un mistero che al momento sembra insoluto.


6 luglio 2014

Incredibile triangolo UFO sopra Sherman Oaks, in California





Nuovo interessante video di un avvistamento UFO registrato nel cielo sopra Sherman Oaks, in California, il 29 giugno 2014. Verso mezzogiorno un avvistamento di tre sfere di luce. Questi oggetti sembrano collegati in quanto non si espandono verso l'esterno, mentre ruotano rapidamente l'una attorno all'altra. In un altro video dal Messico una nave madre espelle sfere che si comportavano allo stesso modo.







5 luglio 2014

Ufo in volo, invasione aliena? No, era la Cia

Il mistero dei fenomeni luminosi nei cieli norvegesi negli anni 50: dopo oltre sessant'anni l'agenzia statunitense fa una rivelazione...


STRANI RAGGI di luce che si stagliavano nel cieli. Scie luminose che si rincorrevano dopo il tramonto: tutta la Norvegia degli anni 50 era sicura di vedere atterrare da un momento all'altro una navicella spaziale, come quelle che gli abitanti del paese scandinavo iniziavano a vedere al cinema e di cui leggevano su romanzi e riviste. Invece nulla, nessun alieno né veicolo extraterrestre si è mai palesato. Per oltre sessant'anni, però, i norvegesi hanno continuato a pensare a quei fenomeni rimasti senza una spiegazione, a quegli "oggetti volanti non identificati" che persino i piloti degli aerei di linea vedevano sopra i loro velivoli durante i viaggi. Fino al 2 luglio. Giorno in cui, con un tweet, la CIA ha tolto ogni dubbio (e anche un po' di poesia) su cosa stava accadendo nei cieli della Scandinavia a metà del secolo scorso.

TED GUNTERSON EX DIRETTORE FBI "LE SCIE CHIMICHE SONO MORTALI E VANNO FERMATE!"

Ted Gunderson, (7 Novembre 1928 - 31 Luglio 2011) ex capo dell’FBI di Los Angeles, Dallas e Memphis, fino al 1979, è famoso per essersi occupato durante il servizio presso il Bureau di casi importanti come quelli di Marilyn Monroe e John Fitzgerald Kennedy.
Dopo un periodo trascorso come investigatore privato, ha svolto incarichi di indagine per l’Esercito degli Stati Uniti, in particolar modo per i reparti speciali dei Berretti Verdi e negli ultimi anni della sua carriera si è occupato della proliferazione di gruppi satanici, di sette segrete legate al Nuovo Ordine Mondiale e del cosiddetto “governo ombra” che controllerebbe il governo degli Stati Uniti d’America. Negli ultimi mesi ha svolto indagini peculiari sul fenomeno delle cosiddette scie chimiche (fenomeno legato proprio al N.W.O.) che sarebbero, secondo l’investigatore, dei veri e propri depositi di “morte”.Ecco il suo discorso del video che vedete a fine articolo:

Le irrorazioni mortali , altrimenti note come scie chimiche, vennero e sono tuttora spruzzate negli Stati Uniti e in Inghilterra, Scozia, Irlanda e Nord Europa.

Le ho viste personalmente non solo negli Stati Uniti, ma anche in Messico e in Canada. Gli uccelli stanno morendo in tutto il mondo. I pesci stanno morendo a centinaia di migliaia in tutto il mondo. Questo è un genocidio. Questo è veleno. Questo è omicidio da parte dalle Nazioni Unite. Questo elemento all'interno della nostra società che sta facendo questo deve essere fermato. Conosco personalmente due delle locations, dei luoghi, che ospitano gli aerei che scaricano questa merda su di noi. Quattro di questi aerei sono fuori dalla Air National Guard a Lincoln, Nebraska. E gli altri aerei sono fuori da Fort Sill, Oklahoma. Ho potuto osservare di persona gli aerei che erano fermi a terra a Lincoln, Nebraska -- alla National Air Guard. Non hanno segni di identificazione applicati sopra di essi.

Sono enormi, come aerei bombardieri, e non hanno nessun segno di identificazione. Questo è un crimine: un crimine contro l'umanità, un crimine contro l'America, un crimine contro i cittadini di questo grande paese. Questo dev'essere fermato. COSA C'E' CHE NON VA NEL NOSTRO CONGRESSO?

Questo ha un effetto sulla sua popolazione, sulla loro gente, sui loro amici, sui loro parenti, e se stessi. Cosa c'è di sbagliato in loro? Cosa c'è di sbagliato nei piloti che volano in questi velivoli e rilasciano questo schifo, questo veleno, sulla propria famiglia? Qualcuno deve fare qualcosa al riguardo. Qualcuno nel Congresso deve farsi avanti e fermarli ora.


Il drammatico appello di Gunderson, deceduto per cancro nel 2011, è quindi un’evidente denuncia contro l’amministrazione del presidente Obama, rea di non intervenire energicamente per fermare questo scempio e di essere purtroppo un mero giocattolo nelle mani di una potente élite che vuole dominare il nostro pianeta.

 A cura di Noiegliextraterrestri -  

4 luglio 2014

Due soli in un unico sistema solare

Un sistema solare formato da due Soli, con altrettanti pianeti in orbita attorno ad essi. La scoperta, tutta italiana, si deve al cacciatore di pianeti HARPS-N, installato al Telescopio Nazionale Galileo, situato sulla sommità dell'isola di San Miguel de La Palma, alle Canarie. Lo strumento ha individuato un sistema solare doppio con la particolarità che ogni sole ha un proprio pianeta.Come sappiamo, il nostro sistema solare è formato dal sole e dai pianeti che orbitano attorno ad esso, da Mercurio, il più vicino, a Plutone. In questo caso invece, è come se ci fosserodue sistemi solari uniti, ciascuno con i propri pianeti.
In gergo tecnico, si tratta di un sistema binario, chiamato in questo caso XO-2. Qui si trovano la stella XO-2S e la stella XO-2N. La prima ha due pianeti gassosi e la seconda uno.
Attorno alla stella XO-2S, la stella più a sud, gli scienziati del programma GAPS – Global Architecture of Planetary Systems, guidato da Silvano Desidera dell’INAF di Padova, hanno individuato due nuovi pianeti. Uno un po' più massiccio di Giove a 0,48 unità astronomiche (quindi metà della distanza Terra-Sole) e l'altro con una massa simile a quella di Saturno, e che si trova a 0,13 unità astronomiche.
Si tratta in assoluto del primo sistema binario noto nel quale entrambe le stelle hanno un proprio sistema planetario. “In un sistema binario largo la probabilità di trovare un sistema planetario attorno a una delle componenti è praticamente uguale alla probabilità di trovare un sistema planetario attorno a una stella singola. Ci si aspettava dunque di trovare un risultato di questo tipo, solo che non erano quasi mai stati fatti tentativi sistematici in passato, dato che alcune survey escludevano le binarie e in altri casi veniva considerata una sola delle componenti”,ha detto Alessandro Sozzetti dell’INAF di Torino.
L'altra stella, la XO-2N, ovvero quella più a nord della coppia, era già nota per il suo pianeta XO-2b, osservato transitare davanti al suo sole ogni 2,5 giorni e con una massa circa la metà di quella di Giove. “Abbiamo quindi due stelle gemelle legate fra loro che ospitano sistemi planetari ben diversi”, spiega l'Inaf.
Una rarità che la ricerca italiana è riuscita ad individuare.

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