7 luglio 2016

Trovata Antica Confessione: “Abbiamo inventato Gesù Cristo”

Studiosi della Bibbia appariranno alla Conferenza ‘Covert Messia’ alla Conway Hall di Londra, il 19 ottobre, per presentare questa scoperta controversa al pubblico inglese. Il Biblista Americano Joseph Atwill apparirà davanti al pubblico britannico per la prima volta a Londra il 19 ottobre per presentare una controversa nuova scoperta: antiche confessioni recentemente scoperte, oggi dimostrano, secondo Atwill, che il Nuovo Testamento è stato scritto da aristocratici romani del primo secolo che hanno fabbricato l’intera storia di Gesù Cristo. La sua presentazione sarà parte di un simposio di un giorno dal titolo “Covert Messiah” alla Conway Hall di Holborn (tutti i dettagli sono disponibili all’indirizzo http://www.covertmessiah.com ). Anche se per molti studiosi la sua teoria sembra stravagante, ed è sicuro che sconvolgerà alcuni credenti, Atwill ritiene la sua prova come conclusiva e confida che la sua accettazione sia solo una questione di tempo. “Presento il mio lavoro con una certa ambivalenza, dato che non voglio causare direttamente alcun danno ai Cristiani”, riconosce, “ma questo è importante per la nostra cultura. I cittadini hanno bisogno di conoscere la verità sul nostro passato in modo che possiamo capire come e perché i governi creano false storie e falsi dei. Spesso lo fanno per ottenere un ordine sociale che è contro gli interessi della gente comune.”

Atwill afferma che il Cristianesimo non è iniziato come una religione, ma come un progetto di governo sofisticato, una sorta di esercizio di propaganda utilizzato per pacificare i sudditi dell’Impero Romano. “Sette ebraiche in Palestina, a quel tempo, che erano in attesa di un Messia guerriero profetizzato, erano una costante fonte di insurrezione violenta durante il primo secolo,” spiega. “Quando i Romani esaurirono i mezzi convenzionali contro la ribellione, sono passati alla guerra psicologica. Hanno ipotizzato che il modo per fermare la diffusione di attività missionaria ebraica fosse quello di creare un sistema di credenze in competizione. Ecco quando la storia del Messia ‘pacifico’ è stata inventata. Invece di ispirare guerra, questo Messia esortava il pacifismo del dare l’altra guancia e ha incoraggiato gli ebrei a ‘dare a Cesare’ e pagare le tasse a Roma”. Gesù è stato basato su una persona reale dalla storia? “La risposta breve è no,” Atwill insiste, “in realtà egli può essere l’unico personaggio di fantasia in letteratura, la cui storia di vita intera può essere ricondotta ad altre fonti. Una volta che tali fonti sono messe a nudo, non manca proprio niente”. La sua più intrigante scoperta avvenne mentre stava studiando “Guerre dei Giudei” di Giuseppe Flavio [l’unico resoconto storico superstite in prima persona della Giudea del I secolo] e il Nuovo Testamento.

“Ho iniziato a notare una serie di parallelismi tra i due testi”, racconta. “Anche se è stato riconosciuto da studiosi cristiani per secoli che le profezie di Gesù sembrano essere avverate da ciò che Giuseppe Flavio scrisse nella Prima guerra giudaico-romana, ne stavo vedendo decine di altri. Quello che sembra aver eluso molti studiosi è che la sequenza di eventi e di luoghi del ministero di Gesù è più o meno la stessa degli eventi e luoghi della campagna militare di Tito Flavio [imperatore] come descritto da Giuseppe Flavio. Questa è la prova evidente di un disegno volutamente costruito. La biografia di Gesù è in realtà costruita, del tutto, su storie precedenti, ma soprattutto sulla biografia di un Cesare romano. “

Come è potuto passare inosservato nei libri più analizzati di tutti i tempi? “Molti dei paralleli sono concettuali o poetici, in modo che non risulta immediatamente evidente. Dopo tutto, gli autori non volevano che il credente medio potesse vedere cosa stavano facendo, ma volevano che il lettore attento capisse. Un istruito romano nella classe dirigente avrebbe probabilmente riconosciuto il gioco letterario”. Atwill sostiene che può dimostrare che: i Cesari romani ci hanno lasciato una sorta di letteratura puzzle che doveva essere risolta dalle generazioni future, e la soluzione a questo enigma è: “Abbiamo inventato Gesù Cristo, e ne siamo orgogliosi.”

È questo l’inizio della fine del Cristianesimo? “Probabilmente no”, concede Atwill “, ma ciò che il mio lavoro ha fatto è dare il permesso a molti di coloro che sono pronti a lasciare la religione, di dare un taglio netto. Abbiamo la prova ora per mostrare esattamente da dove la storia di Gesù è venuta. Anche se il Cristianesimo può essere un conforto per alcuni, può anche essere molto dannoso e repressivo, una forma insidiosa di controllo mentale che ha portato alla cieca accettazione della servitù della gleba, della povertà e della guerra nel corso della storia. Ancora oggi, soprattutto negli Stati Uniti, è utilizzato per creare il supporto per la guerra in Medio Oriente.”


Atwill incoraggia gli scettici a sfidarlo a Conway Hall, dove dopo le presentazioni ci sarà probabilmente una vivace sessione domanda-risposta. Assieme a Mr.Atwill ci sarà lo studioso Kenneth Humphreys, autore del libro “Jesus Never Existed.”
Ulteriori informazioni sono disponibili all’indirizzo covertmessiah.com .
Chi è Joseph Atwill: “. Joseph Atwill è l’autore del libro best-seller “Caesar’s Messiah” e del suo sequel “The Single Strand.”


Storie e Leggende

LA LEGGENDA DELL’UOMO FALENA 


The Mothman” diremmo in inglese. E infatti uomo falena è il calco esatto di questo nome dato a una strana e misteriosa creatura che intorno alla fine degli anni Sessanta si sarebbe aggirata in un piccolo villaggio del West Virginia, Point Pleasant.

Un migliaio di famiglie vivono in questa tranquilla cittadina, situata del cuore dell’America orientale, tra il fiume Ohio e il Kanawa, dove ogni cosa sembra essersi fermata agli anni Cinquanta. Case e auto hanno un sapore lontano, al punto che un qualsiasi turista – passeggiando fra queste vie – potrebbe avere la sensazione che niente di male è mai capitato né potrebbe capitare a Point Pleasant. Eppure questa cittadina è stata spettatrice per ben 13 mesi di eventi assolutamente terrificanti e inspiegabili. La notte del 15 novembre del 1966, due coppie di ragazzi vedono qualcosa che li terrorizza a morte e dalla quale cercano di fuggire senza respiro. Arrivati fino all’ufficio dello sceriffo, a quest’ultimo raccontano l’accaduto. Linda Sacarberry, una delle due ragazze disse: “ Stavamo andando in giro in macchina quando ci siamo imbattuti in una specie di creatura. Non era un uccello. Il corpo era quello di un uomo, solo le ali lo rendevano simile a un uccello. Gli occhi erano di un rosso molto strano, non avevo mai visto un rosso così. Non riuscivi a staccare lo sguardo. Abbiamo avuto la sensazione che quella creatura avesse voluto dirci qualcosa con gli occhi. Sembra in parte uomo e in parte … Non saprei. Eravamo troppo spaventati per restare lì e scoprirlo. Siamo fuggiti il più in fretta possibile. E lui ci ha seguiti in volo per tutta la strada fino ad arrivare in città. Quella creatura è piombata giù e ha urtato il tettuccio dell’auto così abbiamo voltato e siamo corsi all’ufficio dello sceriffo”. Lo stesso sceriffo, qualche tempo dopo, quando altri agenti della polizia cercarono di screditare la testimonianza dei ragazzi, dichiarò: “ Conosco quei giovani sin da quando erano bambini e non hanno mai avuto nessun problema, ma quella notte erano veramente sconvolti dalla paura”. E questo fu solo l’inizio di un incubo perché dopo quella sera gli avvistamenti del Mothman si moltiplicarono. Il 16 novembre, cioè il giorno dopo la prima testimonianza, due donne e un bambino videro l’uomo falena aggirarsi dalle parti di una vecchia area dismessa della TNT utilizzata come deposito di dinamite. Il 24 novembre altri quattro testimoni affermarono di aver avvistato lo strano essere mentre volava sopra l’area dei capannoni della TNT e da quel momento iniziarono a circolare le prime raffigurazioni della creatura. Il 25 novembre, invece, un altro testimone disse di aver visto l’uomo falena in un campo mentre spiegava le ali e cercava di raggiungere il suo furgone. Quest’ultimo rappresentò il primo avvistamento avvenuto durante le ore diurne. Qualcosa di analogo lo testimoniò il 26 novembre la signora Ruth Foster che uscendo in giardino si ritrovò l’uomo falena di fronte. Terrorizzata tornò in casa chiamando aiuto. Ma all’arrivo del cognato, l’essere era già volato via.

Con questa inquietante cadenza gli avvistamenti continuarono a susseguirsi. E non più soltanto a Point Pleasant ma anche in località lì vicine. Alcuni ipotizzarono che potesse trattarsi soltanto di un animale dalle enormi dimensioni, forse un uccello notturno: un barbagianni. Eppure la descrizione fatta dell’uomo falena da parte degli abitanti di Point Pleasant ricorda moltissimo altre descrizioni fatte in altri luoghi del mondo a proposito di esseri metà uomo e metà uccello. Si pensi solo alla Nuova Guinea dove esisterebbe il ropen, “demone volante” dalle fattezze umane e un’apertura alata di circa 7 metri, o alla Persia dove esisterebbe il simurg, una sorta di pavone dalla testa canina. A ogni modo, tornando in West Virginia, per 13 lunghi mesi gli avvistamenti del Mothman continuarono, tanto da destare l’interesse dell’opinione pubblica. Il giornalista – esperto di ufologia e demonologia – John Keel dedicò dieci anni della sua vita al misterioso caso dell’uomo falena, pubblicando poi un resoconto delle sue indagini, noto come “ Il caso Mothman”. Lo stesso Keel venne interessato anche dal fatto che in quei mesi il piccolo paese di Point Pleasant iniziò a essere vistato da strani personaggi, dei “man in black”, che parlavano in maniera strana e portavano con loro strane apparecchiature. Inoltre, nello stesso periodo le linee telefoniche dell’intera cittadina vennero messe tutte sotto controllo e alcuni abitanti venne minacciati se solo avessero parlato ancora dell’uomo falena. Ma il fatto più strano è forse dato dalle strane telefonate che anche Keel ricevette per lungo tempo. Qualcuno, infatti, lo contattava raccontandogli in anticipo di fatti inquietanti che poi puntualmente si verificavano. Compreso il crollo del Silver Bridge avvenuto il 15 dicembre 1967. John Keel pare fosse stato avvisato del fatto che il ponte sarebbe crollato e una donna, giorni dopo, affermò di aver visto qualcuno arrampicarsi sulla struttura del ponte facendo pensare, dunque, che la tragica storia del ponte crollato, abbia strettamente a che fare con le apparizioni dell’uomo falena, considerato da quel momento in poi portatore di sventure.

Sembrerebbe, infatti, che anche a Chernobyl, due impiegati della centrale nucleare locale poco prima dell’esplosione avessero visto “un grande uomo scuro senza testa con grandi ali e occhi rosso fuoco”. In seguito al disastroso incidente atomico, impiegati della centrale e piloti russi dichiararono di aver visto un enorme uccello nero con ali grandi sette metri volteggiare tra i fumi tossici.
E il mistero non finisce qui perché esiste un altro avvistamento documentato da Steven Moran risalente all’11 settembre, dopo il crollo delle Twin Tower, che testimonierebbe l’esistenza dell’uomo falena. In una foto scattata causalmente da Moran, si vede nitidamente quello che è stato soprannominato “l’angelo” o “il demone volante”. Per molti si tratta inevitabilmente del Mothman.



 

Grecia :la città di Chania sorvolata da uno strano oggetto volante

Un buon modo per individuare un video falso è quello di conoscere le tecniche impiegate dal falsario nella realizzazione del fake.  Una serie di elementi molto evidenti ci possono aiutare a individuare il video falso da quello autentico. La prima cosa da fare è prestare particolare attenzione sui riflessi di luce e sulle ombre rilevabili sul presunto UFO nonché sulle diverse angolazioni della videocamera nel momento in cui filma il movimeto dell'oggetto volante. Qualche discrepanza può essere facilmente notata nel Video pubblicato il 05 lug 2016 da Alien Planet attraverso il quale viene documentato uno strano oggetto volante che sorvola a bassa quota la cittadina di Chania, Grecia.  Se si presta attenzione alla luminosità e al colore dell'oggetto quello che salta subito all'occhio, è la sua completa dissonanza con le particolari condizioni di luce che caratterizza il paesaggio circostante. Purtroppo sono proprio i numerosi video taroccati ad alimentare il comprensibile scetticismo degli internauti oltre a favorire il discredito di un fenomeno reale che merita essere affrontato in modo serio e incondizionato.

 

Gli extraterrestri causerebbero la scomparsa inspiegabile di stelle?

Quando una stella – o anche una galassia – scompare improvvisamente dal paesaggio cosmico senza una causa naturale apparente, potrebbe essere, in ultima analisi, indice dell’esistenza di una civiltà extraterrestre? Questa è l’idea che vuole esplorare Beatriz Villarroel, della Uppsala University (Svezia) con due dei suoi studenti. Il team ha confrontato la posizione di 300.000 fonti luminose durante diverse campagne di osservazione e dopo aver selezionato i potenziali candidati e eliminato i falsi positivi, è rimasto un unico caso irrisolto di una stella scomparsa senza alcuna spiegazione. Tuttavia, il team di ricercatori non è completamente sicuro di ciò e non può ancora decidere tra vera sparizione inspiegabile o meno, anche se questo caso resiste ai differenti esperimenti d’eliminazione di falsi positivi. E anche se la fonte luminosa è effettivamente scomparsa, alcune cause naturali, come le quasar, che si possono conoscere attraverso variazioni rapide di luminosità, non possono essere completamente escluse.

La stella scomparsa.


Il team di Villarroel vuole quindi esaminare questa aberrazione per togliere i dubbi circa le cause naturali prima di considerare, in ultima analisi, la possibilità di un’azione di una intelligenza extraterrestre. Dopo tutto, altri casi fuori dall’ordinario, venuti a galla qualche mese fa (stella Tabby – “megastruttura aliena”), hanno lanciato l’ipotesi di una sfera di Dyson che cattura l’energia di una stella per cercare di spiegare le sue rapide fluttuazioni di luminosità … Con quale magia un oggetto luminoso potrebbe scomparire dal paesaggio cosmico senza lasciare traccia? Forse attraverso una tecnologia così avanzata diventata inseparabile per noi come un atto magico, secondo la terza legge definita da Arthur C. Clarke (autore di fantascienza): “Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia“.


5 luglio 2016

Il sud della California sorvolato da una misteriosa sfera metallica


In un mondo fatto di palle di cannone, quelle grosse...ma di quelle veramente grosse, non c'e' da stupirsi che i fantomatici UFO tendano ad assumere una grande varietà di forme, per cui sono rarissimi i casi in cui vengono visti mantenere lo stesso identico aspetto e di conseguenza osservare lo stesso comportamento di volo.  Considerando tutti i vari effetti fisici conseguenti la loro comparsa, quello che appare evidente è il frequente interesse degli UFO per le installazioni militari e nucleari, per cui non è sorprendente che alcuni militari considerano questi dispositivi come delle navicelle fisiche dalle eccezionali prestazioni tali da rappresentare una potenziale minaccia per la sicurezza degli impianti nucleari e la navigazione aerea. Né è sorprendente che essi potrebbero sapere molto di più circa il loro sistema di propulsione, che sembra andare ben oltre le capacità della nostra attuale tecnologia aeronautica. 
Situata nel sud della California, nel deserto del Mojave, e con solo 25.000 abitanti, la piccola città di Twenty-Nine Palms è molto famosa per la sua sabbia, clima arido e per la Mara Oasis, che è una delle principali attrazioni turistiche della zona. Tuttavia, il 19 giugno 2016, il nome di questa città è tornato ancora una volta ad attirare l'interesse dei mass media tra cui alcuni siti come agoracosmopolitan.com, anche se questa volta per un motivo molto diverso. Secondo un rapporto anonimo pubblicato sul sito specializzato del MUFON.com , una sfera nera è stata vista lo scorso 26 giugno 2016 mentre solcava i cieli sovrastanti la rinomata località californiana.
La scura sfera dall'aspetto metallico è stata vista da un residente locale mentre alle ore 5:20 del mattino si apprestava a fare una passeggiata con i suoi cani lungo un sentiero frequentemente percorso anche da altri cittadini del luogo. 
Le sue dimensioni erano quelle di un pallone da basket che silenziosamente saliva di quota nonostante fosse privo di sistemi di propulsione e non emettesse alcun rumore. Alcuni residenti sostengono che avrebbe potuto trattarsi di una sorta di drone, nonostante la sua forma circolare non lo fa rientrare in questa categoria di velivoli telecomandati. Qualora non fosse il risultato del solito fotomontaggio dobbiamo forse interpretare tale curioso oggetto come il volo di una sonda sconosciuta? E se si, qual'era il suo scopo?


BIGLINO: LA BIBBIA NON PARLA DI DIO – DE ANGELIS: IL DIO BIBLICO YAHWEH ERA IL DIO EGIZIO AMON RA


Lo scontro che fa discutere l’Italia, intervista della redazione di Apocalisse Laica ad Alessandro De Angelis.

Alessandro, in un’intervista a l’altra pagina, il giornalista Giulio Perrotta domanda a Mauro Biglino cosa ne pensa delle tue scoperte su Cristo il Romano, traggo la parte dall’articolo chiedendoti risposta alle accuse che ti vengono mosse:

Domanda di Giulio Perrotta a Biglino:Alessandro De Angelis afferma che dopo aver confuso la figura di Gesù con la figura di Giovanni il Galileo, è sicuro della matrice romana del Cristo: in sostanza, Gesù è figlio di Maria moglie di Erode. Cosa ne pensi di questa scoperta?

Risposta di Biglino: Faccio solo una constatazione. De Angelis ha scritto tre libri su Gesù e in ciascuno dei tre ha presentato le prove – che spesso ha definito inconfutabili e inoppugnabili – su tre tesi diverse: 1) Gesù non è mai esistito; 2) Gesù è esistito e apparteneva alla famiglia di Giuda di Gamala, noto zelota antiromano; 3) Gesù è esistito ed era un romano. Ho concrete difficoltà ad esprimere un parere su queste tre “scoperte inoppugnabili e inconfutabili” perché è evidente che si confutano l’una con l’altra essendo tutte e tre inoppugnabilmente suffragate da prove documentali, storiche, filologiche… Quindi preferisco non pensare nulla.

Grazie a voi di apocalisse laica di permettermi di chiarire la questione. Il libro “La fine del Cristianesimo- Gesù e gli apostoli non sono esistiti” è stato scritto da mio figlio Alessio, ed il sottoscritto si è limitato a poche pagine finali, tra l’altro sottoscritte a mio nome, dove scrivo in chiave romanzata gli accadimenti su Gesù in base alle prove portate da mio figlio. Avendo scritto la prefazione del libro Mauro Biglino, lo scrittore mente sapendo di mentire, o facendo finta che…si sia scordato di aver fatto la prefazione al libro, che ha attentamente letto sapendo anche che tutta la parte relativa a Gesù era stata scritta e sottoscritta da mio figlio non ancora 16enne.

Mi sono occupato seriamente della ricerca sul Cristo storico solamente a partire dal 2014, quando pensai che Giovanni Battista, che ho identificato come figlio di Giuda di Gamala, e Gesù fossero la stessa persona, in quanto sui due personaggi fu creata un’allegoria solare che sovrapponeva le gesta dei due personaggi, ma poi subito dopo trovai la Maria dei vangeli in Guerra Giudaica di Giuseppe Flavio come moglie del re Erode il Grande e da lì partirono le scoperte che ci hanno condotto fino al Gesù romano-egizio, nipote di Cleopatra madre di Maria ed a tutte le parentele con del Cristo con tutti gli imperatori romani del suo periodo. Sembra che Biglino soffra di amnesie visto che quando feci questa scoperta gli telefonai e disse: “Ora si che si spiega tutto caro Alessandro, hai fatto centro”. Chiesi quindi a Mauro di fare una conferenza congiunta a Tivoli alle scuderie Estensi e diede l’assenso, tanto che pubblicammo un post su FB di questa conferenza congiunta. A distanza di soli due giorni, mi avvisò che si tirava indietro in quanto le persone gli chiedevano se ora si occupava anche di Nuovo Testamento, gli feci notare che le persone conoscevano bene sia me che lui e che sapevano che lui si occupava di Antico Testamento e il sottoscritto di Gesù, ma non ci fu nulla da fare. In seguito sul suo gruppo ufficiale fb il suo admin steve null, che non si sa chi sia, cercò di screditare le mie scoperte e dopo averlo confutato pubblicamente tolse il post e furono bannate persone che erano a mio favore. Guarda caso questo episodio avvenne poco prima che uscisse il libro di Biglino dove andava anche sulla figura di Gesù. Cercare di inficiare le scoperte altrui facendo notare come ci sia stato un cambiamento di percorso, dovuto alla ricerca storica che portiamo avanti, è a dir poco ingenuo ed inefficace. Cosa dobbiamo fare con questo nuovo metodo screditare anche tutti gli scienziati di fisica, antropologia o di altri campi di ricerca che in seguito a nuove scoperte hanno rettificato i loro studi? Allora visto che Einstein non centrò la formula della relatività al primo colpo essa non è più valida? Dopo che da quasi due millenni decine di migliaia di ricercatori hanno cercato di scoprire la verità storica su Gesù, una volta scoperto il vaso di pandora si cerca di vanificare le scoperte cercando di screditare il sottoscritto accusandolo di essere un ricercatore intellettualmente onesto che rimette in gioco le sue ricerche iniziali in seguito ad ulteriori scoperte invece di plaudire il fatto che si è giunti alla verità? In questi due anni nessuno ha potuto scalfire queste scoperte, e state certi che se fossero stati nelle condizioni di farlo già le avrebbero confutate.

Alessandro, in questo periodo stai andando sull’Antico Testamento, asserendo cheche il dio biblico Yahweh altri non era che il dio Egizio Amon-Ra, come sei giunto a questa conclusione?

Stavo analizzando le analogie tra Alessandro Magno e Gesù, i due avevano molto in comune. Dopo aver svelato il sangue romano imperiale di Gesù, abbiamo visto che il Cristo era anche di sangue egizio, e la sua discendenza va quindi fino ad Alessandro Magno, fratello di Tolomeo I, dalla cui discendenza si arriva fino a Cleopatra. Maria era la figlia della regina Cleopatra che quindi era anche nonna di Gesù. Inoltre abbiamo scoperto che Giuseppe era il figlio figlio di Alessandro Heli, anch’egli nonno di Gesù, nato dalla relazione di Cleopatra e Marco Antonio. Tolomeo I diventò sovrano d’Egitto dopo la morte di suo fratello Alessandro Magno, di cui era il diacono. Alessandro Magno era chiamato Re dei Re, come Gesù nell’Apocalisse di Giovanni:

Apocalisse – Capitolo 17, 14

Essi combatteranno contro l’Agnello, ma l’Agnello li vincerà, perché è il Signore dei signori e il Re dei Re e quelli con lui sono i chiamati, gli eletti e i fedeli”.

Apocalisse – Capitolo 19, 16

Un nome porta scritto sul mantello e sul femore: Re dei re e Signore dei signori.

Come potete constatare da questi passi, Gesù è chiamato agnello, non solo, nel detto “agnello di Dio che togli i peccati del mondo” si evince la remissione dei peccati tramite la penitenza. L’agnello è il figlio dell’Ariete e della pecora, quindi come agnello di dio Gesù dovrebbe essere il figlio di un Dio-Ariete. Amon era rappresentato prima come toro nero dell’Enneade, Mnevis, nell’inno ad Amon e poi come ariete per il passaggio delle ere. Infatti a Karnak si trova un suo tempio con il viale cerimoniale, dove vi è la prova del fatto che fosse un ariete, animale a capo dello zodiaco, primo segno di primavera il cui elemento è il fuocoprimordiale, origine della creazionedel mondo. Stampe antiche in Negev mostrano che, nel momento in cui erano ancora politeisti, gli Ebrei (?) adoravano il dio YAH (Yahweh) e la sua consorte Asherah o la dea Astarte. In queste stampe, il nome di YAH è spesso associato con un ariete o un toro, mentre Astarte è stata associata con Menorah. Ma la cosa più sconcertante è che nella tomba di Ramses IX Amon-Ra si trova raffigurato con la sua sposa Mertseger, che era la dea protettrice delle necropoli di Tebe e il suo nome significa “Colei che ama il silenzio”. Questa dea era generosa nel perdonare chi a lei si rivolgeva pentito e, in questo caso, lo sanava dal male fisico come Neferabu che fu guarito dalla cecità dalla dea. Per gli Egizi il concetto di peccato non esisteva, in quanto era visto come una disarmonia del caos. Con questa dea, sposa di Amon-Ra nasce il concetto di peccato, pentimento e perdono, da cui il Gesù agnello di dio che toglie i peccati del mondo e che compie il miracolo di ridonare la vista al cieco nel vangelo di Giovanni, ripreso dalla storia della dea Iside:

Passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio. Dobbiamo compiere le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può più operare. Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Và a lavarti nella piscina di Sìloe (che significa Inviato)». Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, poiché era un mendicante, dicevano: «Non è egli quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «E’ lui»; altri dicevano: «No, ma gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli chiesero: «Come dunque ti furono aperti gli occhi?». ]Egli rispose: «Quell’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: Va’ a Sìloe e lavati! Io sono andato e, dopo essermi lavato, ho acquistato la vista»1.

L’atto di mischiare la saliva con la terra è stato ripreso dalla storia della dea Iside, quando, per strappare lo scettro all’ormai anziano Ammon-Ra, Iside raccolse la saliva che il dio perdeva dalla sua bocca insieme a un po’ di terra e la mischiò con la sabbia dando vita ad un serpente.

Anche Alessandro Magno fu raffigurato come ariete figlio di Amon-Ra come si può vedere dalla raffigurazione di questa moneta, che fece coniare per farsi raffigurare come figlio di Amon-Ra.

Lo stesso dicasi per Mosè,

Non solo, Alessandro Magno morì a 33 anni, ed è per questo che fu deciso di ricopiare la data di morte di Gesù da quella del condottiero macedone, nonostante morì in realtà nel 68 d.C., inoltre Alessandro Magno rinnegò suo padre dichiarandosi figlio di Dio (Ammone) e lo stesso fece Gesù, che oltre a dichiararsi figlio di Dio nei vangeli in quattro occorrenze: tre in Mc ed una in Mt; in Mc 12,1-12 con un discorso parabolico, in Mc13,32 ed in Mt 11,27, rinnegò i suoi genitori.

Vangelo di Luca 14,26

Se alcuno viene a me, e non odia suo padre, e sua madre, e la moglie, e i figliuoli, e i fratelli, e le sorelle, anzi ancora la sua propria vita, non può esser mio discepolo.

Ammone era una divinità dell’antico Egitto, propriamente Amôn(jmn.w),nelle trascrizioni greche ‘Αμούν, “Αμμων, ‘Αμοῦς, in copto bohairicoAmûn,di cui si ignorava il nome; i sacerdoti lo interpretarono “il creatore di tutte le cose” e più tardi “colui che occulta il suo nome”, esattamente come Yahweh. Ed esattamente come Yahweh anche Ammone era un toro come possiamo vedere dal grande inno ad Amon-Ra, il Toro di Ionu, il principe di tutti gli dei, il dio buono, il diletto, che dà la vita a tutto ciò che è caldo e ad ogni buon armento.Amon, il cui significato nell’antica lingua egizia era “inconoscibile, nascosto, segreto”. I sacerdoti del tempio ebraico chiamavano il Dio degli ebrei “Yahweh“, un acronimo formato dalle iniziali di quattro parole ebraiche, il cui significato è: “io sono colui che è”. Questo nome/verbo fu una diretta eredità del culto mosaico, ed i sacerdoti di Amon chiamavano il loro dio “inconoscibile” con la frase “Nun Pu Nuk“, il cui significato era: io sono chi sono.

Le corna dell’ariete sono il simbolo dello slancio verso la vita, dell’eterno ricominciare, della perenne rinascita della vita, della luce corrispondente all’inizio della primavera. L’Ammone greco, venerato da Alessandro Magno, derivava dall’Amon egizio. Nella bibbia l’ariete è sacrificato da Abramo al posto del figlio Isacco, e Gesù è l’agnello sacrificale che ritualizza il mito nella storia cristiana attraverso il battesimo dove Giovanni li consacra ad agnello e figlio di Dio, ovvero il dio Amon:

Vangelo di Giovanni Capitolo 1,29

Il giorno dopo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: «Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!

Gioele o Yah’El, o Giaele, il signore di giustizia, Re dei Re o re Eterno trae origine dall’ebraico יוֹאֵל (Yo’el),è il nome del profeta della Bibbia Elia, in greco Ιωηλ (Ioel) e in latino Iohel, composto dalle parole Yeho o Yah, che è l’abbreviazione di Yhwh, e El o Dio: “YHWH è Dio”. Il nome Giaele deriva dall’ebraico Ya’el e ha il significato di “capra di montagna, capra selvatica, stambecco, ovvero l’ariete” oppure in senso lato di “colei che ascende, ascendente”, come fa Gesù nei passi evangelici della trasfigurazione nel Vangelo di Marco Capitolo 9, 2-8; Matteo – Capitolo 17, 1-8; Luca – Capitolo 9, 28-36

I nazareni si ritenevano i custodi ed i continuatori della religione di cuiMosè’ fu il precursore: il culto di Amon-Ra, che aveva ripreso dall’Egitto quando fu costretto a fuggire per scampare alle persecuzioni cui furono oggetto i sacerdoti del culto di Aton. Mosè nel Targum, viene definito yahudae, e gli yahud erano i sacerdoti del culto di Aton, che doveva essere soppiantato dal culto di Amon-Ra in quanto rappresentava il passaggio dall’era del toro a quella dell’ariete. Mosè era egiziano,ed il suo stesso nome ne denuncia l’origine egizia: Moshe = figlio di = fanciullo.
Per la Bibbia Mosè significherebbe “salvato dalle acque” a ricordo del suo miracoloso ritrovamento nel Nilo e l’ebraico Moshè ha assonanza col verbo “trarre fuori”, ma la radice egizia “Moses” significa figlio di o generato da, e ne sono esempi Thutmosis o Ramses figlio di Toth e di Ra, anche se nel caso di Mosé manca il padre, che evidentemente andava nascosto per non far capire chi era il personaggio. Michelangelo realizzò la statua di Mosè con le corna, in quanto nella Bibbia vi è scritto che Mosè quando discese dal Sinai con le tavole della legge, aveva il volto splendente e due raggi partivano dalla sua fronte, ed usa “KRN”, in quanto la parola raggi si ottiene da KaRaN, ma se al posto della vocale A mettiamo la E, otteniamo “KeReN” ovvero “corna”. Quindi ai tempi di Michelangelo, gli ebrei sapevano che parola che appariva nella storia dell’Esodo era Keren, tanto che Girolamo tradusse con “esse cornutam” il passo di Mosè in Esodo 34-35

I Cananei chiamarono gli ammonitiEverim che in ebraico voleva dire quelli al di la del fiume. I sacerdoti Yahud, giudei, furono seguiti nell’esodo dagli “Apiru”,che vengono menzionati in alcuni monumenti Egizi, e in uno di questi trovaronouna scena che raffigurava uomini che lavorano ad un pigiatoio per il vino, con un’iscrizione che recita: “Estrazione del vino degli Apiru”. Il nome Apiru balzò subito agli occhi degli studiosiche videro immediatamente la somiglianza con la parola Ebrei,facendo subito collegarela scena raffigurante il loro lavoro manuale, come descritto nell’Esodo a riguardo del popolo Ebraico sotto schiavitù in Egitto.Gli Ammoniti venivano chiamati dai Cananei che si trovano sul lato occidentale del Giordano, Everim (eberim),‘Eberim/Everim Ha-Nahar’, (o ‘Eb’rim/Ev’rim ha-Nahar),vuol dire quelli di là del fiume, cioè il Giordano.Con il tempo i cananei si fusero con gli ammoniti per dare origine ad una nuova etnia: gli “ebrei”, e lo stesso successe per le tribù israelitiche dell’alta Galilea.

Ricerche tratte dal libro Cristo il Romano, edito da Altera Veritas ed acquistabile su http://www.macrolibrarsi.it/libri/__cristo-il-romano-libro.php


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