La notizia ci è stata segnalata attraverso il blog di un giornale on-line agrigento.blogsicilia.it e parla appunto della scoperta di tre cerchi nel grano in Sicilia. E’ successo nella campagne tra Santa Caterina Villarmosa, nel Nisseno, e Villarosa, in provincia di Enna. I tre misteriosi crop circle sono apparsi su un terreno privato di 16 ettari in contrada Garcia.A fare la scoperta ieri mattina è stato il proprietario del fondo. I cerchi hanno un forma perfetta, sembrano realizzati con un compasso e hanno un diametro medio tra i 30 e i 35 metri. Come altri fatti analoghi accaduti in passato in altre località, il grano risulta piegato e non spezzato. Sul posto sono intervenuti i carabinieri per un sopralluogo.
Naturalmente, la notizia si è diffusa in un batter d’occhio. In poco tempo, una gran folla di appassionati e curiosi è accorsa nel campo per ammirare da vicino i cerchi nel grano. Si tratta infatti di un fenomeno che affascina da sempre. Anche se spesso si è scoperto che si trattava di vere e proprie burle per creare confusione e scompiglio, sono in molti a pensare che i cerchi nel grano siano dei “segnali” lasciati dagli alieni, simboli riconoscibili dall’alto che significano qualcosa.
La scoperta fatta nel campo di grano al confine tra le province di Enna e Caltanissetta non è un evento raro in Sicilia, tant’è che la località italiana per eccellenza dei “cerchi nel grano” è Riesi. Più volte, negli ultimi anni nella cittadina in provincia di Caltanissetta sono apparse queste imponenti strutture dalle forme così precise. La prima volta fu nel maggio 2007, poi nell’aprile 2008 e ancora nella primavera 2010 s’è verificato un episodio analogo. L’ultimo crop circle è riapparso poco meno di due mesi fa, nella notte tra il 4 e il 5 maggio, con un disegno dal diametro di circa 60 metri.
Fonte: agrigento.blogsicilia.it
9 luglio 2012
26 giugno 2012
Invasione di droni nei cieli della Sicilia
Invasione di droni nei cieli della Sicilia
di Antonio Mazzeo
Droni, droni e ancora droni. Sarà intensissimo, in estate, il via vai di aerei militari senza pilota sui cieli siciliani. Decine di decolli ed atterraggi nella base USA e NATO di Sigonella che faranno impazzire il traffico aereo nel vicino scalo civile di Catania Fontanarossa. Grandi aerei spia del tipo Global Hawk e i Predator e i Reaper carichi di bombe e missili che sorvoleranno l’isola e solcheranno i mari, pregiudicando la sicurezza dei voli e delle popolazioni.
Le notificazioni ai piloti di aeromobili (NOTAM) emesse lo scorso 4 giugno lasciano presagire tragici scenari di guerra in Siria e nell’intero scacchiere mediterraneo e mediorientale. Tre riguardano lo scalo di Fontanarossa e sono distinti dai codici B4048, B4049 e B4050. Impongono la sospensione delle procedure strumentali standard nelle fasi di accesso, partenza e arrivo degli aerei, tutti i giorni sino al prossimo 1 settembre, “causa attività degli Unmanned Aircraft”, i famigerati aerei senza pilota in dotazione alle forze armate statunitensi e italiane. “Le restrizioni sopra menzionate verranno applicate su basi tattiche dall’aeroporto di Catania”, specificano i NOTAM. Che le operazioni dei droni riguardino la stazione aeronavale di Sigonella, lo si apprende da un altro avviso, codice M3066/12, che ordina la sospensione di tutte le strumentazioni standard al decollo e all’atterraggio nel Sigonella Airport, dal 4 giugno all’1 settembre 2012, “per l’attività di Unmanned Aircraft militari”. Il grande scalo delle forze USA e NATO subirà inoltre “restrizioni al traffico aereo”, nei giorni 19 e 20 giugno, per una vasta esercitazione aeronavale nel Mediterraneo. Gli ennesimi giochi di guerra alleati che potrebbero annunciare l’attacco finale al regime di Assad.
“Quelle oggetto nei NOTAM relativi all’aeroporto di Catania, sono di aerei militari senza pilota italiani o americani a Sigonella?”, chiede l’Associazione Antimafie “Rita Atria” che per prima ha rilevato l’intensissima attività dei droni in Sicilia. “L’Amministrazione Obama usa questi velivoli anche per uccidere presunti terroristi e in queste missioni ci sono sempre i cosiddetti effetti collaterali: uccisioni di bambini, donne e uomini innocenti civili. Conta ancora qualcosa la volontà popolare in Italia? Noi non abbiamo dato mandato a nessuno in Parlamento di autorizzare gli aerei senza pilota a fare quello che vogliono in occasione di guerre come quella in Libia e in Afghanistan, volando nel nostro spazio aereo e ponendo gravi limitazioni al traffico aereo civile. Per questo dobbiamo mobilitarci contro i droni, per smilitarizzare i nostri territori e riprenderci la nostra sovranità che ci hanno dato i Padri Costituenti”.
“Con la trasformazione di Sigonella in capitale mondiale degli aerei senza pilota e l’installazione a Niscemi del terminale terrestre del MUOS, il nuovo sistema satellitare della marina militare USA, la Sicilia diviene l’epicentro delle guerre globali e permanenti del XXI secolo”, commenta Alfonso Di Stefano della Campagna per la smilitarizzazione. “Attualmente sono schierati a Sigonella due o tre Global Hawk dell’US Air Force. Entro il 2015, però, diverranno operativi l’AGS, il sistema di sorveglianza terrestre della NATO e il Broad Area Maritime Surveillance (BAMS) di US Navy e i grandi aerei-spia saranno più di una ventina. Che ne sarà allora del traffico aereo civile nell’isola che già oggi è pesantemente limitato dalle spericolate operazioni belliche dei droni italiani e stranieri?”.
Due anni fa, l’Aeronautica militare e l’ente nazionale per l’aviazione civile (Enac) siglarono un accordo tecnico per l’attività di aeronavigazione nello spazio aereo italiano dei Global Hawk schierati a Sigonella nell’ambito dell’accordo Italia-Stati Uniti del 2008. Senza attendere una normativa europea che disciplini in via definitiva l’impiego degli aeromobili a pilotaggio remoto nel sistema del traffico aereo generale, l’accordo ha consentito l’impiego dei droni nell’ambito di spazi aerei “determinati” e con l’adozione di procedure di coordinamento tra autorità civili e militari “tese a limitare al massimo l’impatto sulle attività aeree civili”. All’Aeronautica militare è stata attribuita la “predisposizione degli spazi aerei necessari all’impiego operativo ed addestrativo dei velivoli militari a pilotaggio remoto”, mentre l’Enac dovrebbe curare in coordinamento con l’Enav (ente nazionale per l’assistenza al volo) gli aspetti di gestione e controllo del traffico aereo generale.
Il testo del documento è simile a quello che era stato siglato nel novembre 2008 per le operazioni di volo dei Predator in dotazione al 32° Stormo Ami di Amendola (Foggia), utilizzati nella guerra in Afghanistan e più recentemente in Libia. Secondo gli accordi, i profili delle missioni, le procedure operative, le aree di lavoro e gli equipaggiamenti, dovrebbero essere stabiliti “nel rispetto dei principi della sicurezza del volo”, anche se è poi precisato che in caso di “operazioni connesse a situazioni di crisi o di conflitto armato” l’impiego dei droni non può essere sottoposto a limitazioni di alcun genere. E questo nonostante i velivoli telecomandati rappresentino un rischio insostenibile per il traffico civile e le popolazioni che risiedono nelle vicinanze degli scali utilizzati per le manovre di decollo e atterraggio.
“Effettivamente il rateo d’incidenti dei sistemi aerei senza pilota (UAS) non è incoraggiante per poter essere ottimisti sui tempi di integrazione di questi sistemi nello spazio aereo nazionale”, ammette il maggiore dell’aeronautica Luigi Caravita in una recente ricerca sui droni pubblicata per il Centro Militare di Studi Strategici (Cemis). “Da fonti ufficiali si apprende che nelle prime 100.000 ore di volo il tasso d’incidente del MQ-1 Predator ammontava a 28, oltre il doppio del cacciabombardiere F16. Altri sistemi a pilotaggio remoto come il Pioneer, l’Hunter e l’RQ-7 Shadow hanno invece un rateo di incidenti di almeno uno-due ordini di grandezza superiore”.
“La mancanza di una capacità matura di sense & avoid (senti ed evita) verso altro traffico può diventare ancor più critica se associata alla vulnerabilità o alla perdita del data link tra segmento di terra e segmento di volo: in più di un occasione un Predator è stato perso a seguito d’interruzione del data link”, aggiunge il maggiore Caravita. “Ad oggi gli UAS militari non sono autorizzati a volare, se non in spazi aerei segregati, perché non hanno una banda aeronautica protetta, non sono ancora considerati sufficientemente affidabili, non sono dotati di una tecnologia sense & avoid matura, non hanno ancora totalizzato un numero di ore di volo sufficiente da costituire un safety case rappresentativo e convincente, non è stata ancora dimostrata adeguata resistenza da attacchi di cyber warfare”.
Analoghe considerazioni sono state fatte dal comando generale di US Air Force nel documento che delinea la visione strategica sull’utilizzo di questi sistemi di guerra (The U.S. Air Force Remotely Piloted Aircraft and Unmanned Aerial Vehicle - Strategic Vision). “I velivoli senza pilota sono sensibili alle condizioni ambientali estreme e vulnerabili alle minacce rappresentate da armi cinetiche e non cinetiche”, scrivono i militari USA. “Il rischio d’incidente del Predator e del Global Hawk è d’intensità maggiore di quello dei velivoli con pilota dell’US Air Force, anche se al di sotto dei parametri stabiliti nei documenti di previsione operativa per questi sistemi”.
In verità, gli incidenti che vedono protagonisti gli aerei senza pilota stanno crescendo in numero e gravità. In particolare si annoverano due collisioni nei cieli dell’Afghanistan, la prima nel 2004 tra un drone ed un Airbus 320 e più recentemente (agosto 2011) tra un aereo da trasporto militare C130 statunitense ed un RQ-7 Shadow. I Predator e i Reaper sembrano avere una certa predisposizione a perdere il controllo e precipitare rovinosamente al suolo o nei mari. E precipitano pure i Global Hawk: nel marzo 1999 un velivolo dell’US Air Force si è schiantato in California da un’altitudine di 12.500 metri dopo aver ricevuto un segnale spurio di “termine missione” dalla base aerea di Nellis. Ieri 11 giugno, è toccato a un dimostratore BAMS di US Navy ad essere inghiottito dalle acque del Nanticoke River, vicino l’isola di Bloodsworth, Maryland. Il velivolo, una versione modificata del Global Hawk RQ-4 operativo con l’aeronautica militare, era stato schierato nella stazione aeronavale di Patuxent River, nell’ambito del cosiddetto programma di sviluppo Broad Area Maritime Surveillance che prevede il trasferimento a breve di cinque aerei UAV di US Navy nella base di Sigonella.
28 maggio 2012
GLI EXTRATERRESTRI ESISTONO? DAGLI STATI UNITI ARRIVA IL SÌ
Carissimi lettori, questa notizia è cosa già saputa e risaputa, ma oggi le agenzie di stampa l’hanno fatta rimbalzare di nuovo su svariati quotidiani (anche on-line) e quindi sta facendo il giro del pianeta. Certamente fa ben sperare…ma non illudiamoci più di tanto. Ogni notizia, come ad esempio questa, secondo me serve per testare gli effetti (impatto a livello socio-culturale) sull’opinione pubblica, di una eventuale notizia che possa rivelare ufficialmente l’esistenza di forme di vita aliene su altri pianeti. Eccola news trovata su SpecchioQuotidiano.com.
Gli extraterrestri esistono? Dagli Stati Uniti arriva il sì
C’è chi ci crede, chi ci spera e chi ci ride su. Tutti, una volta nella vita, ci siamo chiesti se gli extraterrestri esistono. Una risposta arriva dall’NSA (National Security Agency), che ha approvato il rilascio al pubblico di una parte del NSA Journal Vol XIV n°1, una relazione del Dottor Howard Campaigne, uno dei più importanti crittologi al mondo (la crittologia è la scienza che si occupa delle scritture nascoste). Il dottor Campaigne è stato al servizio della Naval Security Group per diversi anni, ed ha decodificato numerosi messaggi extraterrestri inviati sul nostro pianeta dallo spazio. La relazione sostiene che i messaggi furono recapitati al satellite Sputnik, e il compito di decodificarli fu affidato proprio al dottore e ad altri matematici della NSA: in totale i messaggi da decodificare erano 29. E il contenuto dei messaggi è effettivamente stato decodificato, ma l’ostruzionismo della NSA continua, dal momento che è stato rivelato al pubblico questo documento ma l’associazione segreta non vuole comunicare apertamente che c’è stato un contatto con delle forme di vita intelligenti.
Per tutti gli interessati, ecco il link per accedere al documento: http://www.nsa.gov/public_info/_files/ufo/key_to_et_messages.pdf
A cura della Redazione Segnidalcielo
Gli extraterrestri esistono? Dagli Stati Uniti arriva il sì
C’è chi ci crede, chi ci spera e chi ci ride su. Tutti, una volta nella vita, ci siamo chiesti se gli extraterrestri esistono. Una risposta arriva dall’NSA (National Security Agency), che ha approvato il rilascio al pubblico di una parte del NSA Journal Vol XIV n°1, una relazione del Dottor Howard Campaigne, uno dei più importanti crittologi al mondo (la crittologia è la scienza che si occupa delle scritture nascoste). Il dottor Campaigne è stato al servizio della Naval Security Group per diversi anni, ed ha decodificato numerosi messaggi extraterrestri inviati sul nostro pianeta dallo spazio. La relazione sostiene che i messaggi furono recapitati al satellite Sputnik, e il compito di decodificarli fu affidato proprio al dottore e ad altri matematici della NSA: in totale i messaggi da decodificare erano 29. E il contenuto dei messaggi è effettivamente stato decodificato, ma l’ostruzionismo della NSA continua, dal momento che è stato rivelato al pubblico questo documento ma l’associazione segreta non vuole comunicare apertamente che c’è stato un contatto con delle forme di vita intelligenti.
Per tutti gli interessati, ecco il link per accedere al documento: http://www.nsa.gov/public_info/_files/ufo/key_to_et_messages.pdf
A cura della Redazione Segnidalcielo
17 maggio 2012
Il Discovery spegne i propulsori.
Lo shuttle Discovery, dopo quasi 30 anni di missioni, saluta tutti e prende la via del museo dello spazio di Chantilly a bordo di un Boeing 747.
Ben 2000 persone hanno accompagnato con una festosa ovazione il momento del decollo finale, in Florida. Ma la vera, grande festa si è consumata a Washington, dove diverse migliaia di persone hanno assistito, attonite, allo spettacolare volo a bassa quota dello strano velivolo che ha sorvolato, tra gli sguardi ammirati del pubblico, la Casa Bianca, il Washington Monument e Capital Hill, concedendo al Discovery un’ultima sfilata davvero memorabile.
Oltre ad essere lo shuttle con maggiore anzianità di servizio, il Discovery vanta anche un altro primato, quello di essere la prima navetta, tra le tre andate in pensione, ad essere portata in un museo. Le altre due, l’Endeavour e l’Atlantis, infatti, prenderanno, rispettivamente, la strada della California e della Florida.
Dopo quasi 30 anni di onorato servizio e ben 39 missioni, il Discovery spegne definitivamente i propulsori. Ne ha fatta di strada dal suo primo viaggio del 30 agosto 1984 e, dopo aver portato a bordo, nel corso degli anni, niente meno che 241 astronauti, continuerà a mostrare il proprio fascino tra le meraviglie spaziali del museo di Chantilly, prendendo il posto dell’Enterprise, il suo prototipo che non ha mai spiccato il volo.
Fonte Libero viaggi.
Salvatore GIusa: Gli UFO in Sicilia
Il fenomeno Ufo, i racconti dei testimoni. uno scenario di incomparabile bellezza ma, allo stesso tempo, ricco di antichi misteri come la Sicilia; questi sono gli elementi che caratterizzano il secondo libro di Salvatore Giusa, presidente efondatore del Centro Ufologico Siciliano. Si tratta di una scelta sicuramente vincente, nata in un clima di grande incertezza, nel quale la tematica ufologica sembra aver perso gran parte dell’interesse che la caratterizzava fino a pochi anni fa; proprio per questo motivo il libro di Giusa riveste una importanza quasi fondamentale, assumendosi il difficile compito di ricordare come il mondo dei misteri, e quello relativo all’ipotesi extraterrestre in particolare, siano sempre e comunque in stretta sinergia con il quotidiano, quasi una realtà parallela dentro la quale ognuno di noi, consapevolmente o meno, comunque vive.
Info: Lulu.com
Info: Lulu.com
9 maggio 2012
Iscriviti a:
Commenti (Atom)
Archivio
-
▼
2026
(41)
-
▼
aprile
(35)
- Ufo/Uap Disclosure e altre dimensioni
- Il Pentagono presenterà domani nuovi filmati sugli...
- Prossimo appuntamento domenica ore 21:00
- Il deputato Tim Burchett sugli UAP: "uno era grand...
- Lo scandalo sulla morte dell'autore di UFO David W...
- L'esercito "non avrebbe alcuna possibilità" contro...
- Il deputato Tim Burchett afferma che il personale ...
- Un veterano controllore del traffico aereo e pilot...
- Ufo/Uap; fine del segreto? They can't hide it anymore
- Stasera puntata speciale, ore 21:00 non mancate!
- Le misteriose morti e sparizioni di oltre 10 scien...
- Medianità Spirituale - Messaggi dall'Invisibile
- Trump fornisce aggiornamenti sulla revisione del P...
- BURLISON su Fox News: Il caso degli scienziati sta...
- La Casa Bianca dà il via libera alla pubblicazione...
- Rivelati i file segreti sugli UFO del defunto capo...
- Il Congresso chiede audizioni sugli UAP dopo che i...
- Un colonnello dell'aeronautica militare statuniten...
- DECIMO SCIENZIATO SCOMPARSO Mentre il mistero degl...
- Al via la nuova stagione di Cose dell'Altro Mondo...
- La verità sugli UFO? «Non dormireste la notte…»
- Il Dipartimento della Guerra ha tempo fino a doman...
- Burchett chiede a Trump di rendere pubblici i docu...
- Ci siamo quasi!
- Un collaboratore del Senato afferma che l'ordine d...
- Un collaboratore del Senato afferma che l'ordine d...
- Bob Lazar:
- Il mistero degli UFO torna alla ribalta: i testimo...
- Segreti degli UFO: perché i generali stanno scompa...
- Purtroppo è venuto a mancare Nick Pope, uno dei p...
- Il presidente Trump afferma che esistono informazi...
- Ufo, da dischi volanti a demoni di Vance
- L’Ombra sulla Ricerca Strategica USA: Nove Scienzi...
- Trump aveva promesso di rendere pubblici i documen...
- Avi Loeb commenta le dichiarazioni del vicepreside...
-
▼
aprile
(35)




